Triathlon e biomeccanica

Il triathlon è uno sport complesso da gestire e allenamere dal punto di vista muscolare. Il passaggio più delicato è quello tra la bici e la corsa.

Dal punto di vista biomeccanico la pedalata impegna in modo simile sia flessori che estensori, mentre durante la corsa c’è un maggior impegno muscolari di un gruppo rispetto a un altro.

Ci si può allenare molto al passaggio ma, oltre all’allenamento, è importante anche avere una posizione in sella che vada a proteggere alcuni gruppi muscolari in modo da preservarli durante la pedalata e averli poi “freschi” durante la corsa. Statisticamente, gli infortuni muscolari avvengono proprio nei primi km dell’ultima frazione di running.

E’ compito quindi del biomeccanico, con il bikefitting, trovare il giusto compromesso tra una frazione e l’altra.
Rispetto al ciclismo su strada si utilizzerà un range inferiore di estensione del ginocchio e si posizioneranno le tacchette dei pedali in modo diverso. Bisognerà anche fare attenzione all’appoggio in sella, perchè la posizione aerodinamica crea maggior pressione anteriore e potrebbe creare fastidi alla zona perineale.

Non è detto che la posizione più aerodinamica sia anche la più redditizia. Da alcuni studi si è notato che una posizione troppo bassa va a incidere sulla respirazione e sul reclutamento di alcuni gruppi muscolari rendendo meno efficace la spinta sui pedali. Una gabbia toracica troppo chiusa fa fatica a espandersi e può limitare la capacità di espansione polmonare.

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