Post intervento? è necessaria la fisioterapia?

A volte mi sento dire, non ho fatto fisioterapia dopo l’intervento chirugico e guarda come muovo il braccio.
La mia risposta è sempre la stessa: “Si lo muovi, ma come?”

Fare riabilitazione dopo un intervento chirurgico programmato serve a insegnare nuovamente al corpo come deve fare per muovere in modo armonico l’articolazione e reclutare correttamente i muscoli.
Spesso si arriva all’intervento zoppicando, oppure non muovendo completamente la spalla, e, il corpo dopo l’intervento continuerà nello stesso schema di movimento, cioè avrò ancora la tendenza a zoppicare o a muovere in blocco il braccio; così come si attiveranno dei muscoli diversi da quelli deputati al movimento.

Tutto questo porta più facilmente e velocemente a recidivare nel dolore e, nei casi più gravi, a dover re-intervenire chirurgicamante a distanza di qualche anno. Questa ultima eventualità non è poi così infrequente.

Per questo vi invito a fare una valutazione fisioterapica dopo un intervento chiurugico per poter stabilire un programma personalizzato di riabilitazione. Non sarà necessario essere seguiti tutti i giorni, spesso con poche sedute e un bel lavoro a casa, si può ritornare come nuovi.

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Recupero dopo un infortunio, un nuovo metodo di lavoro

Hai avuto recentemente o anche in passato una tendinite, un trauma da caduta, una frattura o una infiammazione? Oppure hai sofferto di lombosciatalgia? Adesso che non hai più dolore ti senti in bici diverso da prima?

Succede che la tua pedalata potrebbe essere sbilanciata e non armonica, e quindi non redditizia. Non solo con il tempo potresti andare in contro a problemi secondari da sovraccarico come una lombalgia o un dolore al ginocchio.

A volte fare una semplice regolazione delle misure della bicicletta non è sufficiente a risolvere questi scompensi, anzi, intervenendo sulla catena cinetica, potresti crearne degli altri.

La pedalata, si effettua in catena cinetica chiusa, avendo il piede ancorato al pedale; se in questa catena, un elemento non funziona come dovrebbe, potremmo andare incontro ai problemi sopra elencati.
E perchè non dovrebbe funzionare bene? Perchè un vecchio trauma, una veccha caduta, una vecchia infiammazione, ha provocato una rigidità dei tessuti interessati modificandone la funzionalità.

Come posso capire se il mio “problema” si è risolto nel modo corretto o se ci sono delle rigidità e la mia catena cinetica chiusa non si muove come dovrebbe?

Con un test sull’efficienza della pedalata; come? utilizzando la tecnologia.
Sarà effettuata valutazione tramite test su rullo Drivo® della azienda Elite di parametri come Bilanciamento dx/sx, rotondità della pedalata, indice di uniformità. Questi parametri vengono calcolati con formule matematiche dal rullo Drivo e elaborati da un software. Il rullo ha 24 sensori, 12 registrano la gamba destra e 12 la sinistra; ognuno è disposto per calcolare la potenza ogni 15° di rotazione della pedivella.

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Il tutto viemne poi trasformato in numeri e in grafici; potete notare come, in questo caso, ci sia una non uniformità delle curve nelle due immagini. (una prima curva è per la gamba destra e la seconda per la gamba sinistra)

Se si rileva questa non uniformità, si potrà intervenire, prima sulla persona con dei trattamenti fisioterapici specifici, poi sulla bicicletta con un bike fit.
Il tutto non è svolto con il solo fine di migliorare la perfomance, ma di prevenire eventuali sovraccarichi conseguenti a questo sbilanciamento.

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Mal di schiena? Una soluzione lavorando la fascia

l mal di schiena colpisce 7 persone su 10 e è una delle cause più frequenti di assenza dal lavoro; si stima che una assenza su tre sia dovuta alla lombalgia.

Per evitare questo e per stabilire un benessere psico-fisico ottimale questo approccio si prefigge di trattare il problema partendo dalla causa e non nella zona del dolore; alcune traumi, infezioni, fratture o distorsioni alterano la tensione e l’equilibrio muscolo-fasciale e modificano il comportamento del corpo. Queste tensioni possono essere temporaneamente tamponate dal corpo andando a compensare anche lontano dal problema compromettendo poi il libero funzionamento dei muscoli.

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Un mal di schiena può dipendere da tanti fattori; una distorsione alla caviglia non risolta che provoca zoppia può a lungo andare portare mal di schiena; così come un colpo di frusta oppure un intervento all’addome.

Solo attraverso una intervista accurata con domande riguardanti la storia clinica del paziente può portare il fisioterapista a cercare la causa e ipotizzare un trattamento del sistema mio fasciale. Si procede facendo una verifica motoria dei movimenti limitati e dolenti per poi passare a una verifica palpatoria; di solito si parte sempre con il trattamento dal problema più vecchio fino a arrivare alla zona interessata dal dolore.

Il tessuto fasciale è una membrana ti tessuto connettivo che si trova sotto la pelle e ricopre tutto il corpo; ha funzione fondamentale perché espandendosi a livello dei muscoli collega e coordina i movimenti di muscoli e articolazioni permettendo il movimento. E’ ricca di recettori e per questo responsabile del dolore a livello delle alterazioni.

Le manipolazioni consistono nel trattamento manuale di una serie di punti localizzati in una catena muscolare, chiamati centri di coordinazione, andando così a liberare il movimento dei tessuti sui vari piani e togliendo il dolore.

Il manipolatore fasciale è un fisioterapista specializzato in questa metodica, ha sostenuto un percorso di formazione dopo l’università e ha partecipato a diverse ore di tirocinio da docenti esperti nella materia.

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