Recupero dopo un infortunio, un nuovo metodo di lavoro

Hai avuto recentemente o anche in passato una tendinite, un trauma da caduta, una frattura o una infiammazione? Oppure hai sofferto di lombosciatalgia? Adesso che non hai più dolore ti senti in bici diverso da prima?

Succede che la tua pedalata potrebbe essere sbilanciata e non armonica, e quindi non redditizia. Non solo con il tempo potresti andare in contro a problemi secondari da sovraccarico come una lombalgia o un dolore al ginocchio.

A volte fare una semplice regolazione delle misure della bicicletta non è sufficiente a risolvere questi scompensi, anzi, intervenendo sulla catena cinetica, potresti crearne degli altri.

La pedalata, si effettua in catena cinetica chiusa, avendo il piede ancorato al pedale; se in questa catena, un elemento non funziona come dovrebbe, potremmo andare incontro ai problemi sopra elencati.
E perchè non dovrebbe funzionare bene? Perchè un vecchio trauma, una veccha caduta, una vecchia infiammazione, ha provocato una rigidità dei tessuti interessati modificandone la funzionalità.

Come posso capire se il mio “problema” si è risolto nel modo corretto o se ci sono delle rigidità e la mia catena cinetica chiusa non si muove come dovrebbe?

Con un test sull’efficienza della pedalata; come? utilizzando la tecnologia.
Sarà effettuata valutazione tramite test su rullo Drivo® della azienda Elite di parametri come Bilanciamento dx/sx, rotondità della pedalata, indice di uniformità. Questi parametri vengono calcolati con formule matematiche dal rullo Drivo e elaborati da un software. Il rullo ha 24 sensori, 12 registrano la gamba destra e 12 la sinistra; ognuno è disposto per calcolare la potenza ogni 15° di rotazione della pedivella.

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Il tutto viemne poi trasformato in numeri e in grafici; potete notare come, in questo caso, ci sia una non uniformità delle curve nelle due immagini. (una prima curva è per la gamba destra e la seconda per la gamba sinistra)

Se si rileva questa non uniformità, si potrà intervenire, prima sulla persona con dei trattamenti fisioterapici specifici, poi sulla bicicletta con un bike fit.
Il tutto non è svolto con il solo fine di migliorare la perfomance, ma di prevenire eventuali sovraccarichi conseguenti a questo sbilanciamento.

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