Fisioterapia e biomeccanica, che passione

Biomeccanica è una parola composta da due parti, bio e meccanica; una parola composta che viene assegnata a quella scienza che studia il movimento del corpo umano. E chi meglio del fisioterapista può approfondire e sperimentare questa applicazione della scienza?

E’ da quando ero studente che sono appassionato di questa disciplina, e con gli anni ho studiato e approfondito l’argomento, fino a essere pronto a applicarla allo sportivo, sopratutto al ciclista. Troppo spesso nel mio studio mi trovo a curare patologie da sovraccarico alle articolazioni e ai tendini di sportivi che si sono infortunati a causa di un approccio allo sport sbagliato. Prima mi limitavo a dare dei semplici consigli e delegavo a altri la valutazione biomeccanica. Ora invece sono atrezzato per poter fare una visita e apportare modifiche sostanziali nel gesto atletico, sia che si tratti della pedalata, sia che si tratti della corsa.

Ho iniziato come tutti facendo dei test su me stesso (foto 1 e 2) e sugli amici, ho provato e sperimentato, ho sbagliato e ho capito dove sbagliavo. Adesso sono pronto per mettere tutte le mie capacità al servizio del paziente.

Quando un paziente si rivolge a un professionista per una visita biomeccanica non lo fa solo per migliorare la performance del gesto, ma per uno scopo più importante, quella di prevenire gli infortuni. Gli stessi infortuni che ci costringono a sospendere o limitare l’attività, rinunciando a gare preparate per mesi.

BIOMECCANICA E CICLISMO

Voglio subito sfatare un mito, la biomeccanica nel ciclismo non è solo la regolazione delle misure della bici, ma è uno studio globale del paziente e del suo assetto sulla bici. Troppe volte, ci siamo rivolti a persone che, alzando la sella o accorciando la pipa, ci hanno detto che quella era la nostra posizione ottimale in sella. Sarà stato anche vero, ma, per stabilirlo, serve una valutazione molto più complessa. Ad oggi la figura del biomeccanico nel ciclismo viene svolta da molte persone, meccanici di bici, ex atleti e chiunque abbia frequentato un corso di poche ore e abbia acquistato l’atrezzatura.

Io, come già fanno altri colleghi fisioterapisti, propongo un appoccio completamente diverso al semplice bike fit. La visita inizia con una anamnesi del paziente con domande specifiche di precendenti infortuni che possono aver creato delle rigidità nel corpo umano; prosegue poi con una valutazione posturale del paziente per stabilire eventuali scompensi muscolari o posturali. La seconda parte della visita prosegue con la rilevazione delle misure antropometriche e successivamente una analisi video della pedalata. Una volta rilevati eventuali errori nel posizionamento, verranno poi corretti direttamente in seduta e successivamente, verrà fatta una nuova valutazione.

La visita non si conclude con il posizionamento; nel caso ci fossero scompensi muscolari, verranno insegnati esercizi per rinforzare e stabilizzare le articolazioni. Se, invece, verranno trovate disfunzioni, verrete indirizzati dal professionista (medico, podologo, ecc) adatto a curare il vostro problema.

Se siete arrivati fino qui con la lettura, avrete capito la differenza fra i vari sistemi di bike fit commerciali e il mio modo di lavorare.

Leggi anche “Come avviene una visita biomeccanica”

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